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SIBILLIAN LEGENDS

ANCIENLTY THE SILBILLIAN MOUNTS TAKEN THEIR NAME FROM THE SIBILLA, THE SORCERESS OF ROMAN MYTHOLOGY (ALSO PRESENT IN ENEIDE). THE LEGEND SAID THAT HIS CAVERN IS ON THESE MOUNTS LOCATED IN THE CENTRAL EAST SIDE OF ITALIC APPENNINO, IN THE HINTERLAND OF THE REGION KNOWN AS MARCHE (THE COAST OF WHOM IS ON THE ADRIATIC SEA).

IN THE MIDDLE AGES THE SIBILLIAN MOUNTS WERE SEEN AS OBSCURE PLACES, LIAR OF NECROMANTS, WITCHES, SPRITES, GOBLINS, IMPS, ETC...

(LOOK AT THE "VINCULI" PAGE, IN THIS SITE, FOR MORE INFOS ABOUT "SIBILLIAN LEGENDS)

NOTE: THIS SECTION IS IN ITALIAN LANGUAGE ONLY.

Prefazione a Cura della "Civiltà Crepuscolare della Seconda Era":

Il mito della Sibilla da cui questi monti prendono il nome è tutt'oggi oggetto di discussione e diatribe, come del resto accade con moltissimi argomenti storico-mitologici del nostro passato.C'è stato un passato "pagano" precedente all'avvento dell'evangelizzazione e molti elementi si sono sovrapposti e oggi appaiono confusi soprattutto a causa degli interventi dei censori dell'Inquisizione del periodo dell'oscurantismo Medievale. Purtroppo molte leggende miti o addirittura storia sono arrivati a noi fortemente influenzati da tutto questo; in particolare sui Sibillini ci sono queste due correnti:

-la corrente"conservatrice" che tende ad accettare in maniera passiva lo stato in cui questo patrimonio culturale è giunto a noi,

-la corrente, per certi versi ancor piu' radicalmente tradizionalista, che tende a scavare piu' a fondo in tutto questo, sotto le stratificazioni secolari; questa è la corrente che vuole grattare sotto gli strati degli affreschi che il tempo e le situazioni storiche hanno dipinto e riscoprire e portare alla luce elementi che rischiano di andare perduti.

Noi apprezziamo questi sforzi, ma non la vediamo come una questione da "diatriba", ma semplicemente vediamo in entrambi i casi "il fattore storico"(e NON siamo interessati a nessun tipo di implicazione religiosa o affine, se non dal punto di vista dei documenti e dei contenuti storico-cronologici): ogni cosa giuntaci vera o falsa ha pur sempre un valore una storia, e la cosa fondamentale è sapere quale sia questa storia, il tragitto attraverso il quale è giunta a noi. Per quasto è molto importante fare delle comparazioni tra le diverse versioni dei miti.

Diciamo che la prima versione rappresenta cio' che è giunto a noi oggi, la "veste odierna" di queste leggende e miti" che sicuramente, attraversando secoli di storia sono stati in balia di innumerevoli turbolenze dovute alle vicende che hanno animato le varie ere storiche, ed è pur sempre la versione che ha creato un'alone di mistero intorno a questi fatti lontani nel tempo, è pur sempre la versione che i vecchi ci raccontavano e ci raccontano nella nostra epoca, e anche questo per noi è folclore, poiche' come sappiamo, esso comprende anche quel patrimonio di storie chiamate leggende, cioe' quelle narrazioni in cui lo storico (ovvero il realmente accaduto) ed il meraviglioso (tutto quello che vi è stato via via aggiunto dalla fantasia popolare) s'intrecciano tanto strettamente da non permettere sempre di distinguere il vero dall'inventato, la storia dalla fantasia.;

la seconda versione è curata dall'associazione "La Sacra Cerqua", e rappresenta, "lo scheletro" di questi miti e leggende, la spiegazione, i passaggi, le modifiche che le narrazioni in questione hanno subito di mano in mano durante lo scorrere dei secoli, e quindi non vedimao motivo di diatriba tra le due versioni poiche' i loro scopi ci sembrano differenti e per fare un esempio: è giusto conoscere la situazione attuale, lo stato nel quale ci è arrivato un reperto archeologico, ma è giusto conoscere anche com'era quel reperto inizialmente, ricostruendo i vari passaggi temporali che l'hanno portato fino a noi (ad esempio è giusto mostrare una ricostruzione di com'era inizialmente il colosseo, ma è anche giusto mostrare una foto di come è oggi )...........la storia è il tempo.........la storia è il freddo scorrere delle ere, chi non era presente non potra' mai sapere con assoluta certezza, ma potra' avvicinarsi conoscendo il maggior numero possibile di informazioni, e a questo proposito per noi è giusto far conoscere ogni versione dei fatti e rendere manifesta ogni sfumatura e punto di vista............a voi:

LA SIBILLA (versione tradizionale pervenutaci)

La leggenda della Sibilla è molto suggestiva, ma anche motto incerta nelle fonti. Infatti gli studiosi parlano della Sibilla Cumana, che era una delle profetesse dell'antichità romana, secondo alcuni collegate con i Libri Sibillini, secondo altri no. Tale Sibilla era EMIGRATA dalla Campania all'Italia centrale, chi dice per una maledizione, chi invece perché ormai DISTURBATA dall'avanzare dei Cristianesimo. La profetessa, che prima si dice avesse PREVISTO la venuta di Cristo, e addirittura la caduta di Roma e di un suo famoso monumento (il Colosseo?) nello stesso periodo della FINE dei mondo, si rifugia sull'Appennino Centrale, proprio nella zona dei monti Sibillini

 

LA SIBILLA (secondo gli studi dell'associazione culturale "La Cerqua Sacra")

"La Sibilla non ha mai previsto la venuta di Cristo. Questa figura di donna, vergine almeno per quanto riguarda quelle classiche, è stata sempre legata ad altre religioni e in special modo al Dio Apollo. La loro fama che era diffusa e radicata in mezzo mondo, specialmente nel sempre credulone popolino, contrastava con la nuova religione ed era di ostacolo al suo espandersi. Vi era la necessità di neutralizzare questa figura e ciò è stato fato in primo luogo con Erma, poi con molti altri ed in fine con innumerevoli iniziative tutte aventi lo stesso scopo e diffuse in tutti i tempi e in tutti i luoghi. In merito alla questione relativa alle zone dei Monti Sibillini bisogna dire che nel 1600 è stato dato l’ordine di pitturare le Sibille all’interno delle chiese, a fianco dei profeti e con i cartigli annuncianti la venuta del Cristo. Strana predizione tenuto conto del fatto che Gesù era nato 1600 anni prima.

Le Sibille classiche si possono osservare, tra l’altro, nella Cappella Sistina in Vaticano, a Loreto nel Santuario, a Montefortino (AP) nella chiesa dell’Ambro ed in quella di Sant’Agostino e a Montegallo (AP) nella chiesa di Santa Maria in Pantano (chiesa sorta nel luogo ove in passato vi era un tempio pagano: S. Maria ha preso il posto della Dea Cupra e la sorgente miracolosa è diventata un pantano). Nel santuario dell’Ambro la cosa strana e tuttora inspiegabile è l’assenza della Sibilla Appenninica. Questa Sibilla, nel 1600, non era più presentabile. Perché? La risposta la dovrebbero dare coloro che hanno in mano la copia del contratto stipulato con il pittore Bonfini ...... ma costoro, purtroppo, lo tengono ben stretto.

 

La Sibilla Appenninica non poteva annunciare la venuta di Cristo, come tutte le altre, perché si era contaminata con le religioni (tra le quali quella fallica) del Popolo delle Fate (comunità celtica sicuramente esistita Sui Monti Sibillini)."

Questa circostanza è avvalorata da molte tradizioni e da innumerevoli reperti archeologici:

CONTINUA il SENTIERO sui MONTI verso....................................... la GROTTA della SIBILLA